Olimpiadi, bevande zuccherate e salute: quale messaggio arriva ai più giovani?

Olimpiadi, bevande zuccherate e salute: quale messaggio arriva ai più giovani?

Olimpiadi, bevande zuccherate e salute: quale messaggio arriva ai più giovani? Le Olimpiadi sono uno dei simboli più forti di salute, movimento e benessere. Proprio per questo fa riflettere vedere, durante la diretta del servizio pubblico, la pubblicità di bevande zuccherate. Non si tratta di demonizzare un singolo prodotto, ma di una questione di coerenza comunicativa.

Da anni le politiche sanitarie insistono sull’importanza di ridurre il consumo di zuccheri, soprattutto tra i giovani, per prevenire obesità, diabete e malattie metaboliche. Tuttavia, mentre si promuove educazione alimentare nelle scuole e nelle famiglie, durante eventi sportivi molto seguiti si trasmettono messaggi che vanno nella direzione opposta, normalizzando il consumo quotidiano di bibite zuccherate.

Il punto critico è proprio questo: l’associazione tra sport, felicità e queste bevande può farle percepire come parte naturale di uno stile di vita sano, soprattutto agli occhi dei più giovani. E sappiamo che è il consumo abituale, più ancora di quello occasionale, a incidere nel tempo sul rischio metabolico.

Il tema non riguarda un singolo marchio, ma il rapporto tra comunicazione commerciale, sport e salute pubblica. Le sponsorizzazioni sono parte integrante dei grandi eventi sportivi, ma è legittimo interrogarsi sul tipo di messaggi che arrivano ai più giovani.

Non serve vietare, ma sarebbe auspicabile maggiore attenzione nei contesti più simbolici e seguiti, come gli eventi sportivi, per rendere i messaggi pubblici più coerenti con gli obiettivi di prevenzione e di educazione alimentare.

Il messaggio più semplice e autentico potrebbe essere un altro: se hai sete, bevi acqua, fresca quando hai bisogno di rinfrescarti. Se hai fame, scegli qualcosa di semplice e naturale, non ultraprocessato, come pane con olio e pomodoro. È una scelta più sana, sostenibile e profondamente legata alla nostra cultura alimentare.

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