Pandemia Covid-19 diabete e farmaci

Pandemia COVID-19 diabete e farmaci a cura della Dott.ssa Claudia Brufani specialista in Endocrinologia e Diabetologia.

Se ho il diabete e prendo un farmaco per l’ipertensione arteriosa devo modificare la mia terapia? I farmaci per l’ipertensione arteriosa favoriscono il contagio da Coronavirus?

La pandemia in atto legata alla rapida diffusione di casi di malattia da Coronavirus SARS-CoV-2 (COVID-19) ha portato i sistemi sanitari di tutto il mondo a una tempestiva riorganizzazione dei servizi erogati, con notevole riduzione della possibilità di accesso agli studi medici per patologie non urgenti.

Si è creato così un senso di smarrimento nelle persone regolarmente seguite per patologie croniche come il diabete. Allo stesso tempo hanno iniziato a circolare rapidamente sul web e sui social network una serie di notizie (o alert dalla lingua anglosassone) circa potenziali effetti dannosi o al contrario benefici nell’infezione da Coronavirus, di alcuni farmaci di uso comune tra le persone con diabete.

Tutto ciò ha contribuito ad aumentare l’allarme e il disagio nei pazienti e ha indotto comportamenti scorretti e potenzialmente pericolosi (sospensione autonoma di farmaci, richiesta di cambiamento di terapia).

Oggi sappiamo che la penetrazione del Coronavirus all’interno delle cellule umane sfrutta il legame tra la proteina virale di superficie (la proteina spike) e un particolare enzima presente sulla membrana cellulare umana (espresso soprattutto nei polmoni e nel cuore), denominato ACE2 (enzima coinvolto nella regolazione vasale e del compenso pressorio).

Pandemia COVID-19 diabete e farmaci

Da studi sperimentali è emersa la possibilità che alcuni farmaci utilizzati nel trattamento dell’ipertensione arteriosa possano incrementare l’espressione di ACE2, aumentando teoricamente la possibilità del virus di penetrare nelle cellule umane.

Tra i farmaci in grado di interagire con questo sistema vi sono molecole frequentemente utilizzate nelle persone con diabete quali ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell’Angiotensina II (sartani), ma anche glitazoni (una classe di antidiabetici orali), e antinfiammatori non steroidei (FANS).

I dati ad oggi disponibili sono ancora controversi. Gli studi hanno fornito risultati contrastanti. Ci viene tuttavia in aiuto un editoriale della prestigiosa rivista scientifica New England Journal of Medicine pubblicato in data 01-05-2020: tre importanti studi condotti in ampie popolazioni smentiscono categoricamente l’effetto negativo dei farmaci anti-ipertensivi nell’infezione da COVID-19.

I farmaci anti-ipertensivi non aumentano il rischio di infezione, non aumentano la severità del quadro clinico, né il tasso di mortalità nelle persone infette.

Le società scientifiche italiane e internazionali ribadiscono pertanto che non è raccomandato sospendere la terapia in atto con i farmaci sopra citati nel tentativo di evitare il contagio da Coronavirus.

Ciò comporterebbe soltanto un aumento del rischio di eventi avversi cardiovascolari e renali, in un’epoca di pandemia destinata, secondo gli esperti, a durare a lungo.

Per ulteriori informazioni su Diabete e Covid-19 si può consultare anche l’articolo

Pillole di Diabetologia ai tempi del Covid-19

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