disturbi del comportamento alimentare

I disturbi del comportamento alimentare (DCA) portano, chi ne è affetto, a vivere con l’ossessione del cibo, del peso e dell’immagine corporea.

Il peso, tuttavia, non è un elemento imprescindibile di disturbi del comportamento alimentare, perché anche persone di peso corporeo normale possono essere affette da queste patologie.

I disturbi del comportamento alimentare possono compromettere seriamente la salute di tutti gli organi e apparati del corpo (cardiovascolare, gastrointestinale, endocrino, ematologico, scheletrico, sistema nervoso centrale, dermatologico ecc.) e portare a morte.

Colpiscono con più frequenza le giovani donne e tendono ad essere molto mutevoli, anche nello stesso individuo. L’età di esordio si è abbassata e non è raro ormai trovare forme di disturbi del comportamento alimentare anche tra bambini e pre-adolescenti.

La terapia nel trattamento dei disturbi alimentari, siano essi lievi o importanti, parte dal presupposto che la loro causa risieda nel modo distorto di percepire gli eventi. In pratica, non sono le situazioni in sé a determinare ciò che le persone provano ma sono piuttosto le emozioni che le persone inconsciamente associano a determinati eventi a rinforzare e mantenere i comportamenti che razionalmente vorrebbero evitare

I disturbi dell’alimentazione più diffusi sono:

  • Anoressia nervosa
  • Bulimia nervosa
  • Disturbo da alimentazione incontrollata (o binge eating disorder, BED)

L’anoressia e la bulimia, in particolare, sono due disturbi dell’alimentazione che sono diventati molto frequenti negli ultimi vent’anni. Essi affliggono adolescenti ed adulti con conseguenze devastanti sulla salute. In alcuni casi, si è parlato addirittura di epidemia o di emergenza di salute mentale.

I disturbi alimentari sono descritti nell’ultima edizione del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5®) ed includono i disturbi della nutrizione (feeding disorders) e i disturbi alimentari sottosoglia.

In questi ultimi le manifestazioni sintomatiche sono per lo più sotto la soglia della diagnosi, nel senso che i pazienti non presentano tutti i sintomi e tutti i criteri necessari per effettuare con certezza una diagnosi completa.

Le persone affette da un disturbo alimentare hanno ripercussioni sulle proprie capacità relazionali, hanno difficoltà emotive, problemi nello svolgimento delle normali attività sociali, lavorative, e complicazioni mediche.

Un’altra sintomatologia comune è l’alterazione della propria immagine corporea. La percezione distorta che la persona ha del suo corpo influenza in modo non obiettivo i suoi atteggiamenti e pensieri.

Questo tipo di disturbo ha un ruolo particolare all’interno della psichiatria, in quanto oltre ad interessare la mente e provocare sofferenza psicologica, coinvolge anche il corpo poiché può avere complicazioni fisiche molto gravi a carico del cuore, del sistema digestivo, delle ossa, dei denti e della bocca, fino a generare altre patologie.

I disturbi alimentari possono inoltre essere associati talvolta ad altri disturbi psichiatrici, come la depressione, i disturbi di personalità, il disturbo ossessivo-compulsivo, il disturbo d’ansia.

Raramente le persone che soffrono di un disturbo dell’alimentazione chiedono aiuto. Accade di frequente che chi si trovi attorno riesca a cogliere alcuni segnali che aiutino la persona ad identificare che si tratti di un problema da approfondire

 

Quali sono i segnali che possono aiutare ad identificare un disturbo alimentare in qualcun altro?

È piuttosto difficile capire se un amico o un familiare ha sviluppato un disturbo alimentare. I possibili segnali da tenere in considerazione possono essere:

  • un calo di peso corporeo significativo;
  • identificazione di momenti in cui la persona mente riguardo a quanto e quando ha mangiato;
  • episodi di ingerimento eccessivo di cibo di fretta;
  • episodi continuati in cui la persona va sempre in bagno subito dopo aver mangiato e quando ritorna sembra rossastra in volto;
  • il soggetto si allena in modo eccessivo, quasi ossessivo;
  • cerca di evitare di mangiare con gli altri;
  • taglia il cibo in pezzi molto piccoli o mangia estremamente lentamente;
  • indossa vestiti larghi per nascondere la perdita di peso;
  • l’alterazione della propria immagine corporea.

Può essere difficile chiedere aiuto se si ha la preoccupazione che una persona cara possa avere un disturbo alimentare. Le persone con un disturbo alimentare sono spesso difensive riguardo al loro modo di mangiare ed il loro peso, e possono negare di star male.

È molto raro che riescano a capire da soli di avere un disturbo e che chiedano la consulenza di un terapeuta. Quindi il vostro ruolo sarà determinante per aiutarle

 

I servizi per la cura

Consulenza

  • Quali sono le esperienze che mi portano a stare male?
  • Sono motivato al cambiamento?
  • Quali sono i miei obiettivi?

Il supporto della psicologa fornisce strumenti per trovare riposte a queste domande ed avviare un percorso di miglioramento personale.

Supporto psicopedagogico

Spesso nell’avventura di “educare” la cosa più difficile è “comprendere” il comportamento dei figli e reagire nella maniere più corretta e utile per la loro crescita.

L’intervento psicologico si rivolge al singolo genitore, alla coppia genitoriale, al/la ragazzo/a, all’insegnante.

Psicoterapia

Per superare il malessere e la sofferenza:

ansia, fobie e ossessioni, attacchi di panico, depressione, insicurezza, rabbia

disturbi alimentari e sessuali

difficoltà sul lavoro, mobbing

separazioni conflittuali e relazioni familiari problematiche

 

Conclusione

I disturbi alimentari, come anoressia, bulimia e disturbo da alimentazione incontrollata possono accadere a chiunque.

Le persone con disturbi alimentari, quindi, mangiano troppo poco o eccessivamente.

Mangiare eccessivamente o seguire costantemente una dieta dimagrante non è considerato normale o salutare.

Nonostante alcuni di questi comportamenti siano comuni a tutti, è necessario un adeguato intervento clinico per stabilire se il soggetto è affetto da disturbo alimentare e per intervenire con una terapia idonea.

Questo tipo di disturbi danneggiano la salute fisica e il funzionamento psicologico e che non sono secondari a nessun’altra condizione medica o psichiatrica.

Tutti i disturbi alimentari sono dannosi se non curati adeguatamente

(Susanna Vesci – studente in psicologia)

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